DOMENICA 19/11:PRANZO SOCIALE 2017

novembre 2013
43km per Raffaela....


Dopo l'entusiasmante esperienza dello scorso anno a Torino, quest'anno ho deciso di riprovarci.

Senza stabilire la gara, ho deciso di iniziare la preparazione con l’obbiettivo di correre la mia seconda maratona in autunno, rimandando la scelta della destinazione.

 

A fine Agosto ho perfezionato il progetto: cercare di “limare” qualcosina sul tempo di Torino.

Già, Torino. Prima maratona e subito un tempo che, a detta dei più, è già ottimo per una "neofita" come me, che ha scoperto la corsa non proprio in giovanissima età.

 

Ma dove correre ?.

Volevo provare un'esperienza all'estero, non troppo lontano.

La scelta è caduta sulla Marathon des Alpes Maritimes. Da Nizza a Cannes 42km in riva al mare (o quasi).

D’altronde il luogo rispondeva a tutti i requisiti desiderati da me e dai miei accompagnatori.

 

L'avventura è iniziata.

Duri allenamenti, e ancora più duro trovare il tempo per portarli a termine, spesso da sola.

Stringendo i denti sono andata avanti.

 

A una settimana dalla gara, svolti tutti i "compiti" previsti dalla mia tabella, sono in fase di "scarico".

Le previsioni meteo gettano un'ombra sinistra sulle prospettive della gara. E’ previsto clima mite, però da sabato incombe la minaccia del vento, previsto di circa 16-17 nodi.

Cosa cavolo vuol dire vento a 16-17 nodi?. Wikipedia mi aiuta. Capisco che le condizioni, ad essere ottimisti, non sono delle migliori. A meno di alzare lo spinnaker.

Ci sarebbe da scoraggiarsi, se fossi una runner sensata.

Ma non lo sono. Sono una maratoneta che ha speso due mesi gettando sudore a taniche.

Dopo giorni di nervosismo latente e di dubbi amletici, ho deciso che di desistere non se ne parla nemmeno.

Valigie, borsone, scarpe, indumenti per tutte le temperature...pronti, partenza, via...

 

Nizza ci accoglie con una bella giornata di sole. Amalio e la nostra “bimba grande” optano per una corsetta sulla Promenade des Anglais.

Io li guardo. E sento l’attesa nei tendini.

Ritiro pettorale, lo applico con meticolosa attenzione alla canotta. Tutto ok, ci siamo.

Sabato sera il vento arriva puntuale spazzando il cielo della costa azzurra.

Vada come vada, domani si corre.

 

Finalmente arriva il gran giorno.

Sveglia all'alba, colazione. Mi travesto da runner, mi calo nelle scarpe e nella parte.

L'insostituibile "coach", mi accompagna alla partenza.

Il cielo è un po' coperto, ma per fortuna il vento si è placato. Non mi illudo, arriverà.

Sono tranquilla e ho solo voglia di correre.

Il popolo variopinto dei runners attende dietro la linea di partenza.

La musica e l’allegria alleviano la tensione dell’attesa.

 

Mancano pochi minuti allo start, entro nella gabbia delle belve feroci.

Amalio sembra un japanese alle prese con la fotocamera.

 

Finalmente si parte!!!

La cupola del Negresco si avvicina alla mia destra, in un baleno affianco l'aeroporto Côte d'Azur ("ma è già qui??"). Esco da Nizza e mi accorgo di andare un po' troppo forte.

Il “coach" aveva stabilito 5'05' al km fino al 30°.

Cerco di tenere a mente le raccomandazioni, ma le gambe girano leggere.

Stento ad andare sopra i 5'. Devo "tirare il freno a mano".

 

I treni che portano gli accompagnatori a Cannes mi passano accanto.

I macchinisti suonano forte, la gente affacciata ci saluta, tutti uniti da un unico entusiasmo.

 

Sono già al 15° km, intravedo poco avanti un runner che avevo incontrato a Lione, dove io avevo fatto la mezza e lui la maratona, la sua 43^ dell'anno credo.

 

Decido di affiancarlo, lo saluto, sulle prime non mi riconosce: poi si ricorda, mi chiede se può correre un po' con me e mi racconta che è reduce da New York, che non è riuscito a stare sotto le 4 ore, ma che vorrebbe riprovarci oggi.

Le nostre strade si dividono, gli auguro buona fortuna.

Riprendo a correre a 5'.

 

Arriva Antibes, qualche folata di vento mi minaccia, ma per il momento mi permette ancora di correre, anche se a fatica.

 

Ci avviciniamo alla mezza, il cronometro segna 1:47':19', due minuti in meno rispetto a Torino, avanti così...

 

Le gambe tengono, nonostante la salita che da Antibes ci porta a Cap d'Antibes, dove è posizionato il 30°km.

 

Da lì comincia la maratona. Lo so. Si vedrà.

Passiamo davanti al Musée Picasso (non sapevo che ci fosse ad Antibes).

 

Salita, ancora salita. Qualcuno cammina, io riesco ancora a correre.

Il vento comincia a soffiare deciso, insistente, continuo. Non mollo, nostante Eolo rallenti la mia corsa.

Il vento non riesce ad averla vinta, il "muro" del crollo fisico non arriva.

 

Sembra che piova, ma è l'acqua del mare trasportata dal vento.

Qualche transenna cade a terra, ma la gente continua a incitarci.

Qualcuno si lascia prendere dallo sconforto. Io stringo i denti e e spingo con decisione.

Il 30° arriva. Il Garmin dice 2:33'20'.

 

Il vento aumenta, spietato. Mi avvicino a Golfe Juan.

La gente ci chiama per nome. Incitano "c'est bon" e "alè les filles".

Vorrei abbracciarli tutti, riesco ancora a battere il cinque alle manine dei bimbi al bordo della strada.

 

Non guardo più il tempo, so che manca poco all'arrivo.

Il resto non conta niente.

 

Percepisco che a lato della strada una corsia è aperta al traffico: ci stiamo avvicinando a Cannes.

E’ quasi finita, ma il vento agita furiosamente le palme, portando la schiuma delle onde fino in città.

 

40°km. Ultimo doloroso sforzo, ma ormai ci siamo.

 

Entro nella zona transennata, una folla mi attende, in lontananza vedo la finish line.

Dove saranno Amalio e le ragazze?

Mi preoccupo per loro. Non voglio abbiano freddo. Ancora non li vedo, ma so che sono lì ad aspettarmi.

Mancano 500 interminabili metri, li corro caparbiamente a 5'.

Finalmente li vedo, mi chiamano e mi salutano, spingo con la forza dell’orgoglio. E’ finita!!!

 

Trafiggo il traguardo con la felicità che solo un maratoneta può comprendere.

Sono felice di avere conluso la mia seconda maratona, nonostante tutto, e felice di riabbracciare i miei cari.

Sui loro visi leggo l'orgoglio che provano per me, per questo ne correrei un’altra ancora domani...

 

Dedico la mia Nizza-Cannes :

Ai miei cari, che hanno sopportato le mie paranoie da runner convinta in tutte queste settimane.

 

A Mariella, mia fedele amica e socia di allenamenti, che per quanto ha potuto mi ha tenuto compagnia nelle uscite ad orari improbabili, prima dell’alba e dopo il tramonto.

 

Ancora. Di cuore. Grazie.

 

Ma non è l’ultima ;).

 

Raffa


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