DOMENICA 19/11:PRANZO SOCIALE 2017

il racconto di Lucia - anno 2013

Il Passatore,
gara storica giunta alla 41° edizione che un podista almeno una volta nella
vita deve tentare di fare.
Così ho fatto io: fino ad ora ho fatto di tutto tra maratone, trail ,
triathlon, skyrace, mezze e altre gare di minore importanza, ma mi mancava una
lunga distanza. Ebbene sono partita da Firenze con la convinzione di finirla e
l'ho dedicata a mio padre , deceduto recentemente, che sapeva che l'avrei
corsa: spero che da lassù mi abbia vista arrivare trionfante al traguardo!

Mi è sembrato di fare il percorso di un lungo pellegrinaggio: questa lunga
strada che tra tornanti, salite e discese attraversa un paesaggio meraviglioso.
Mi rimarrà sempre negli occhi la vista spettacolare di Firenze dall'alto delle
colline di Fiesole con le sue splendide ville circondate da giardini
all'italiana particolarmente rigogliosi. E poi l'alternarsi di colline
ricoperte di boschi e prati e il rumore del torrente in piena che scrosciava
nel silenzio della notte. Ho corso sempre da sola con la mia pila in mano per
vedere e farmi vedere.

Purtroppo queste bellissime sensazioni sono state rovinate dalla presenza
numerosa di auto e camper di famigliari che accompagnavano alcuni runners:
erano troppe e ci costringevano a fare slalom continui creando confusione e a
respirare le esalazioni degli scarichi dei motori. Sembrava di essere a Milano
in mezzo al traffico! Non servono gli accompagnatori, (possono aspettare al
traguardo) perchè l'organizzazione ti garantisce il trasporto dei cambi di
indumenti nei punti fondamentali come al Passo della Colla. Trattandosi di un
campionato master della FIDAL dovevano chiudere la strada al traffico degli
accompagnatori o ammettere solo quelli in bicicletta.

Purtroppo le condizioni meteo di quest'anno hanno un po' condizionato la
corsa: la pioggia mi accompagnata per quasi tutta la strada con qualche tregua
dopo il Passo, ma con temperature invernali che richiedevano un certo tipo di
abbigliamento che per fortuna io avevo!

Dopo aver percorso i primi durissimi 50 km sempre in salita, al passo mi sono
cambiata e ho bevuto un buon brodo caldo e da qui sono ripartita per terminare
la mia avventura: avevo una grinta incredibile che mi ha permesso di mantenere
un buon passo grazie anche alla discesa favorevole. Non immaginavo di avere
ancora così tanta energia! Senza mai saltare un ristoro per bere mi sono
avviata alla conclusione: devo dire che gli ultimi 10 km sono stati i più duri,
non vedevo l'ora di arrivare al traguardo e di discese non ce ne erano più.
Ma ho tenuto duro, sempre correndo, anche se le gambe non ne avevano più:
finalmente arrivo a Faenza ancora sotto l'acqua. Quegli ultimi due chilometri
sono stati micidiali, ma ormai ero arrivata con un tempo di 11 ore e 07
minuti!
Mi sono commossa, perchè non pensavo di riuscire a compiere una tale impresa
(fino ad ora avevo corso solo la distanza delle maratone di 42 km).  Inoltre
avevo paura che il recente stiramento al polpaccio mi ritornasse o mi venissero
fastidiosi crampi. Invece no , sono riuscita a tagliare anche quel traguardo.
Dopo tanta fatica il mio caro John mi comunica che sono 3a di categoria F45
Master FIDAL e così vado a ritirare il meritato premio di Campionato Italiano!
Non l'avrei mai detto che alla mia prima 100 km avrei fatto un tale risultato,
soprattutto senza specifici lunghi alle spalle.
Devo dire che l'ho corsa con la testa, sicura di volerla finire e questo
insieme a una forte determinazione mi ha aiutata.

Un grazie sincero va comunque a tutti i volontari che si sono occupati dei
vari ristori, del trasporto borse e per l'assistenza fondamentale in una corsa
così lunga resistendo fino a tarda notte e  fino al mattino al freddo. Bravi
tutti e bravi a tutti i podisti che hanno corso con me!

Lucy


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