DOMENICA 19/11:PRANZO SOCIALE 2017

anno 2008

Era maggio quando ripresi a correre dopo 3 anni di continui problemi legati ad un infortunio del 2003. Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, gara dopo gara sono riuscito costantemente ad aumentare la resistenza alla fatica, ad irrobustire muscoli e articolazioni, assecondando i continui dolorini che inevitabilmente bussavano alla parte razionale del mio cervello. Che soddisfazione, non ci potevo credere, cominciava ad aleggiare in me l’idea della competizione.

A settembre parto con le mezze maratone, volevo battere il mio personale stabilito nel 2003 e ce l’ho fatta, un continuo miglioramento, da non credere: 9 minuti in meno e 4 anni di età in più. Sembra incredibile ma forse la risposta sta tutta li, nella corsa, nel “mettere un piede dietro l’altro”, nel sentire il battito del cuore o i polmoni affannare, nella costante ripetizione di un gesto naturale.

Non importa come, non importa a quanto, non importa dove, importa solo correre e mettersi in contatto con la natura: quante albe brillanti, o risaie ancora inondate,  i cieli rossi al tramonto spezzati dalle creste perfette di tutto l’arco alpino; tanti ricordi unici, pieni di energia e sensazioni, quelle vere che ti fanno sentire vivo, partecipe di un unico disegno armonioso e perfetto.

La corsa è anche magia, mi permette di entrare in un mondo tutto mio, dove annullo tutto e mi ritrovo in pace con me stesso, la mente è libera, corre senza meta tra i più svariati pensieri, sono impegnato esclusivamente a rendere perfetto un unico gesto: la mia corsa.

 

John Braga


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