30/11/2009
FIRENZE MARATHON
Un dipinto firmato Lucia.....
Michelangiolo,
silenzioso e paziente, osserva la moltitudine degli astanti, pronti a scivolar giù per la discesa per abbracciare la città gigliata, culla del sogno di ognuno di loro.
Tra i diecimila, nella solitudine che conosce solo il maratoneta sulla linea di partenza, ci sei tu Lucia.
Ti sei allenata bene, i test sono stati positivi, al punto che a Ravenna, invece che fermarti, hai “chiuso” in 3h e 28’. Un preludio che ha rischiato di essere un epilogo.
Ma “chi osa vince” e poi l’esperienza non ti manca. Nove e venti in punto : lo sparo accelera i ritmi cardiaci, l’ora è giunta.
Partire forte è un azzardo. Ma il gioco vale la candela. Un po’ di ghirigori e calpesti piazzale di Porta Romana: In un soffio al 5000. Uno sguardo al polso sinistro, 21:32, meglio darsi una regolata.
Via Pisana è il preludio del primo passaggio sul lungo Arno, che ti distrae un pochino e il decimo arriva senza farsi attendere. 43:59. Ancora forte mannaggia.
Il tuo pensiero vola, non ti accorgi di piazza Pitti e giungi al 15°. 1h 7’ e 20”. L’andatura è facile ed osi ancora. Il passaggio al 20° ha poca importanza, ma la mezza è una tappa fondamentale per fare dei calcoli. Il crono registra 1h 36’ 17”. Una meraviglia, anche se adesso sai che dovrai ripeterti.
Lo stadio Fiesole è dietro l’angolo, e poi giù fino al 25°. 1h 55’ 11”. La corsa è ancora perfetta. Neanche il tempo di ragionare ed eccoti alla gimcana del trentesimo chilometro. 2h 19’ 49”.
Sai che adesso arriva il bello: la parte più difficile del percorso nel momento più delicato.
I due lunghi rettilinei delle Cascine, uno all’andata e uno al ritorno. Li affronti con decisione e coraggio, nonostante la fatica cominci a farsi sentire. Al 35° (2h 45’ 06”) le gambe si lamentano un po’, ma rispondono.
La presenza dell’Arno alla tua destra ti suggerisce che la meta non è poi così lontana.
La fatica arriva improvvisa con la sua presenza ingombrante che ti addensa ogni pensiero.
Vedi Ponte Vecchio sfilarti a fianco. Poco dopo Piazza della Signoria. A piazza duomo compare il cartello del 40° (3h 11’ 34”) e capisci che ci sei. Il finale è un film muto, dove le immagini scorrono lentamente, sfocate dalla sofferenza che prova a tagliarti le gambe. Ma non ci riesce. Resisti con determinazione. Al quarantunesimo le energie sono al lumicino, ma non vuoi darla vinta alla ragione che ti dice basta.
Improvvisamente compare l’arco. Un breve tratto, ancora una curva e sei sul tappeto.
Azzurro come un cielo di primavera.
Su cui disegni un arcobaleno di 42 colori.
Dipinto il 195 pennellate.
Sopra la tua testa le cifre gialle del cronometro sono incollate: 3h 22’ 59”.
Sorridi.
Il sogno è realtà.
A.T.
Co.
PS: Lucia Vellata ha chiuso la fatica al 18° posto (cat.). Una prestazione che inorgoglisce tutto il Team Atletica Trecate, che ieri ha seguito la gara in TV e on-line. Ringraziamo Lucia per l’emozione regalata ad ogni passaggio segnalato dal “live-tracking”. Ci ha fatto sentire tutti, ancora una volta, maratoneti.