20/06/2009
Marcia del grano a Casterno
La falsitą č podista....
La falsità è podista. Di questo ne siamo certi.
Vi è mai capitato di essere schierati sulla linea di partenza di una gara, e tentare un tiepido approccio verbale con il vicino?
Domanda : “A quanto pensi di andare?”
Risposta: “…E’ tutta settimana che ho un dolorino qui dietro….”.
Oppure: “…Ah, ma io la faccio come allenamento perché la settimana prossima parto per i mondiali….”.
Insomma, un mondo difficile e francamente poco credibile.
Vi chiederete del perché di questa premessa. Ci arrivo.
Venerdì 19 Giugno 2009. Quasi estate a Casterno di Robecco S/N. Dico quasi perché una ventina di goccioloni di pioggia tentano di farla da protagonisti, ma riescono solo a rendere ancora più viscosa l’umidità che siede accanto a noi.
Siamo qui per la marcia del grano, in pochi ma buoni: Giancarlo e Marilena, l’alpinista Gianni, e i Gemelli Alberto e Corrado completamente assorbiti nel lanciarsi affilate sfide.
Falsità dicevamo. Forse non proprio, ma sicuramente la corsa è il regno dell’omesso, della veniale bugia.
Prima della gara ci accordiamo amichevolmente di correre assieme, tutti e tre per mano, come degli scolaretti alla gita scolastica.
In realtà Gianni sa’ di essere il più forte e aspetta un mezzo cavalcavia per scappare via. Alberto medita di “pettinare” gli altri due e Corrado progetta un primo mille da “squagione”.
Lo speaker chiama i partecipanti alla gara “competitiva”, i professionisti.
Noi ci guardiamo e pensiamo “minchia siamo noi”.
Alla sirena partiamo come lanciati da una fionda. Corrado tenta “la mossa del cavallo”, e infatti corre un pò a “L”. Ma gli altri due tengono duro e si incollano dietro.
Il percorso non è il solito e ci troviamo senza riferimenti certi. Affrontiamo i rettilinei compatti come lo Yogurt della Marcuzzi, sperando vivamente che il Bifidus Actiregularis non ci faccia effetto proprio adesso.
Corriamo decisi tra i campi di grano dorato, con il sole che sfuma all’orizzonte e ci regala una poesia di mezza estate.
A metà gara il terzetto è sempre unito. Corrado e Gianni capiscono da un atteggiamento lascivo di Alberto che esiste la concreta possibilità che li voglia “limonare” e allungano di qualche metro.
Il “maniaco” tenta il trucco del ristoro, fingendo una crisi che in realtà è tattica sopraffina.
I due si inteneriscono e, sorprendentemente, tentennano nel sferrare il fendente mortale.
Il “cornutone” rientra abilmente nel gruppo e a sua volta spinge da dietro per forzare l’andatura, sperando (forse) nella resa incondizionata dei due canarini (di giallo vestiti).
A placare l’impeto agonistico ci pensa il salitone del quinto chilometro. Un piccolo “mortirolo” padano che segna le gambe già duramente provate.
Il Garmin impietosamente segnala una deriva negativa dell’andatura. I tre lo guardano con il giusto disprezzo e proseguono senza degnargli più uno sguardo.
Di colpo il dislivello spiana si capisce che i giochi sono fatti.
Arriviamo affiancati e sfiancati.
Settemilacetosessanta metri di battaglia per nulla. O forse per tutto. Dipende dai punti di vista.
Una bella serata di sport finita in trattoria dove, di nuovo, la vittoria è stata equamente divisa.
Atletica Trecate.
Staff.
PS: …ti abbiamo aspettato, non ti illudere…