DOMENICA 19/11:PRANZO SOCIALE 2017

e l'ambiente in cui ci troviamo...

Gli scopi

Senza perderci in analisi sociologiche che non ci competono vogliamo semplicemente mettere in evidenza che l’evoluzione sociale, economica e tecnologica di questi ultimi decenni non sempre è stata seguita da una corrispettiva evoluzione del pensiero umano.

In questa situazione di confusione di valori sono nate e cresciute tutte le forme di disagio sociale che purtroppo ancora oggi prolificano.

In questo contesto pensiamo che sia utile promuovere, anche attraverso una sana disciplina sportiva, alcuni principi morali positivi.

L’atletica è per certi versi un’utile scuola di vita, dove per raggiungere uno scopo è necessario un grande impegno.

Senza dubbio non è una medicina universale, però crediamo che l’esercizio quotidiano e l’abitudine a riflessioni elementari (più impegno = più risultati) possa aiutare al miglioramento della salute fisica e psichica.

Gli scopi fondamentali sono i seguenti:

1) Promuovere l’attività sportiva senza alcun scopo di lucro.

2) Accogliere uomini e donne di qualsiasi razza, religione e credo politico a patto che quest’ultimo rispetti i diritti umani.

3) Educare i giovani alla sana pratica sportiva.

Il contesto attuale

Quasi quaranta anni di attività alle spalle (li festeggeremo nel 2017).

Un traguardo importante, raggiunto grazie alla caparbia volontà nell’andare avanti, nonostante tutto.

Anni difficili, di trasformazione sociale, dove la vita all’aria aperta ha subito una battuta d’arresto.

Le nuove generazioni cercano sempre meno il contatto con la natura, chiuse a riccio in realtà tecnologiche che forse, a nostro modesto parere, possono falsare la percezione della realtà.

L’età media del corridore, si è alzata in proporzione diretta rispetto al numero di praticanti di questo meraviglioso sport.

I calendari sportivi ogni anno si popolano di gare, sgomitando per trovare uno spazio, e spesso sovrapponendosi.

Spesso le gare impegnative (Ultramaratone, Ultratrail, maratone e mezze maratone) corrispondono alla una logica perversa dove lo sport collima spesso con l’esigenza di apparire.

Non critichiamo questa scelta, ma è naturale chiedersi quanti degli iscritti alla NYCM siano corridori assidui e convinti e per quanti, invece, sia una gioiosa avventura di un solo giorno.

Certo, ognuno è motivato a svolgere l’attività come meglio crede, ma per promuovere un movimento come quello dell’atletica servono risorse differenti.

Ci siamo scontrati spesso con la logica dello sport finalizzato al business durante l’organizzazione delle nostre manifestazioni (ad esempio Trecate Half Marathon), rifiutando con decisione questa ideologia

Per sostenere queste iniziative è fondamentale l’energia nuova, ciclica, che deve necessariamente arrivare dal rinnovamento delle risorse, delle menti, soprattutto quelle dei giovani.

Pensare al futuro senza pianificare l’avvicendamento delle persone è un grave errore in cui non vogliamo cadere.


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